cambio destinazione d'uso

Cambio destinazione d’uso: definizione, costi e esempi

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2024
Trasformiamo un magazzino in una casa accogliente! Come? Grazie al cambio destinazione d'uso di immobili. Scopri di più!

Hai sentito parlare di cambio destinazione d’uso di un immobile ma non sai davvero di cosa si tratta? In questa guida ti spieghiamo tutto quello che c’è da sapere sull’argomento. Se hai un ufficio, un magazzino o un negozio e vuoi trasformarlo in un’abitazione (o viceversa), devi eseguire la pratica proprio la pratica del cambio destinazione d’uso per il tuo immobile.

Il cambio di destinazione d’uso di un immobile è un procedimento che offre nuove possibilità di utilizzo dello spazio ma richiede un’attenta pianificazione e la stretta adesione alle normative vigenti. Assicurati, quindi, di affidarti solo a professionisti. Noi di Ferrini Impresa ci occupiamo anche di cambio destinazione d’uso per immobili a Catania, continua a leggere per vedere qualche nostro progetto!

Cambio destinazione d’uso: cosa significa?

Quando si parla di cambio di destinazione d’uso di un immobile, ci si riferisce a un procedimento amministrativo che permette di modificare la funzione originaria di un’unità immobiliare, adattandola a nuove esigenze. Questa pratica, regolamentata da norme precise, può risultare necessaria per diverse ragioni, come ad esempio trasformare un locale commerciale in un’abitazione, o il contrario.

Oggi sempre più imprese edili si occupano di questo tipo di progetti perché, in un mondo in costante evoluzione, dove gli spazi urbani devono rispondere in modo efficace a nuove esigenze abitative, commerciali o professionali, è fondamentale sapere esattamente qual è la procedura da seguire quando viene richiesto un cambio destinazione d’uso.

Cambio destinazione d’uso: la procedura

Se stai considerando di cambiare la destinazione d’uso di un immobile, è fondamentale comprendere la procedura da seguire per evitare complicazioni legali e assicurarti che tutto proceda nel rispetto delle normative vigenti.

Vediamo insieme i passi principali per una transizione senza intoppi:

  1. Richiesta del permesso al Comune: il primo passo consiste nel richiedere un permesso al Comune di competenza territoriale.
  2. Variazione catastale: una volta ottenuto il titolo edilizio dal Comune, il passo successivo è la variazione catastale. Questo processo richiede di informare l’Agenzia delle Entrate attraverso una pratica che aggiorni i dati relativi a categoria, classe e rendita dell’unità immobiliare. Un passaggio fondamentale che assicura la corretta registrazione dell’immobile.
  3. Segnalazione certificata di agibilità: quando il cambio di destinazione d’uso ha rilevanza urbanistica, è necessario completare il processo con il deposito della segnalazione certificata di agibilità. Questo documento attesta che l’immobile rispetta le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e efficienza energetica previste dalla normativa (in particolare dall’art. 24 del testo unico dell’edilizia D.P.R. 380/01).

Un aspetto che spesso genera confusione riguarda la distinzione tra la procedura urbanistica e la richiesta al Catasto. Il primo passaggio riguarda la richiesta di permesso al Comune, mentre solo in un secondo momento si procede con la variazione al Catasto per gli aggiornamenti fiscali e quindi ci si interfaccia con l’Agenzia delle Entrate.

Quando si può fare un cambio destinazione d’uso?

Il processo di cambio destinazione d’uso non è sempre possibile o semplice da realizzare. È regolamentato da normative precise che stabiliscono i requisiti e le condizioni sotto cui può avvenire.

✅ Requisiti per il cambio di destinazione d’uso:

  • Assenza di limiti impiantistici: l’immobile deve essere conforme alle normative relative agli impianti tecnici, come quelli per scarichi, fognature e canne fumarie.
  • Rispetto delle dimensioni dell’immobile prestabilite: le dimensioni degli spazi devono rispettare i requisiti minimi previsti per la nuova destinazione d’uso, garantendo che l’ambiente sia adeguato e conforme alle norme.
  • Conformità ai piani urbanistici locali: è essenziale che il cambio di destinazione non incontri ostacoli nei piani urbanistici vigenti, i quali possono variare da un Comune all’altro.
  • Assenza di restrizioni condominiali: qualora l’immobile sia parte di un condominio, è necessario verificare che non ci siano clausole restrittive nel regolamento condominiale che impediscono il cambio di destinazione d’uso.

🆘 Ignorare i requisiti o procedere senza le dovute autorizzazioni può portare a sanzioni pecuniarie e amministrative severe.

Cambio destinazione d’uso a Catania: esempio realizzazione Ferrini Impresa

Come avrai potuto capire da questi primi paragrafi introduttivi, per realizzare un cambio destinazione d’uso di un immobile è importante affidasi a professionisti del settore che conoscono bene questa procedura.

Ferrini Impresa è l’impresa edile del Gruppo Ferrini specializzata in ristrutturazioni di pregio a Catania e ha già seguito diversi progetti di cambio destinazione d’uso. Tra i diversi progetti seguiti, ti mostriamo qui due esempi che cambio destinazione d’uso da bottega ad abitazione.

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Adesso che, anche grazie ai nostri esempi di realizzazioni, hai scoperto il potenziale del cambio destinazione d’uso di un immobile, forse ti starai chiedendo quanto costa e quanto è necessario investire. Continua a leggere per scoprirlo.

Cambio destinazione d’uso: i costi

Quando si tratta di stabilire quanto costa il cambio destinazione d’uso di un immobile non si possono fare stime oggettive, perché i costi legati a questa procedura possono variare notevolmente a seconda di diversi fattori.

Ecco quali sono questi fattori e come incidono sul costo finale:

  • Oneri di urbanizzazione: gli oneri di urbanizzazione rappresentano una quota significativa delle spese da affrontare. Questi costi, da corrispondere al Comune, sono variabili e dipendono dalla destinazione d’uso dell’immobile.
  • Costo della ristrutturazione: adattare un immobile alla sua nuova funzione spesso richiede lavori di ristrutturazione. Questi possono variare da semplici interventi estetici a modifiche strutturali importanti, con un conseguente aumento dei costi. Le spese necessarie per queste modifiche dipendono dalla natura e dall’entità dei lavori: demolire pareti, modificare impianti o aggiungere nuovi servizi sono solo alcuni esempi di ciò che potrebbe essere necessario.
  • Costi dei professionisti: un altro costo importante da considerare è quello relativo alle parcelle dei professionisti coinvolti nel processo, come ingegneri, geometri e architetti. Questi specialisti svolgono un ruolo chiave, gestendo pratiche urbanistiche, pratiche catastali, predisponendo gli elaborati grafici e occupandosi delle certificazioni energetiche.

Ricorda che, in molti casi, gli interventi effettuati possono anche incrementare notevolmente il valore dell’immobile, rendendo l’investimento iniziale più che giustificato.

Se hai un progetto di cambio destinazione d’uso a Catania ma non sai da dove iniziare, non preoccuparti ci pensiamo noi!

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Approfondimenti e domande frequenti: Cambio di destinazione d’uso

Quando si parla di cambio destinazione d’uso ci sono molti interrogativi aperti e sottocategorie di questa procedura che possono farti confondere. In questa sezione abbiamo racconto le domande più frequenti sul tema e le relative risposte per aiutarti a capirci un po’ di più!

Cambio di destinazione d’uso senza opere: cosa significa?

Si parla di cambio destinazione d’uso di un immobile senza opere quando si vuole solo “burocraticamente” cambiare la sua destinazione d’uso ma per farlo non sono necessarie opere di ristrutturazione. L’immobile non subirà nessuna opera di ristrutturazione dopo il cambio destinazione d’uso.

Cambio destinazione d’uso da C2 ad abitazione

Il cambio destinazione d’uso da C2 ad abitazione in realtà è solo un modo più specifico per larlare di questa procedura. Infatti, con C2 si intendono immobili di categoria C2, quindi magazzini o depositi, che vengono trasformati in abitazioni. Le abitazioni ad uso domestico hanno codici A2 o A3. La procedura per richiederlo è esattamente la stessa spiegata nei paragrafi precedenti. Molto spesso questa pratica viene chiamata semplicemente “cambio destinazione d’uso da magazzino ad abitazione”.

Cambio destinazione d’uso dopo 10 anni: si può fare?

La normativa vigente prevede che si può avviare una pratica di cambio destinazione d’uso per un immobile non prima che siano trascorsi 10 anni dalla fine dei lavori dell’ultimi titolo abitativo. Quindi, semplificando, quando si sceglie una destinazione d’uso per un immobile questa deve rimanere invariata per 10 anni. Passati i 10 anni si può procedere con un cambio destinazione d’uso.